Un vero amico

Massimo era nella sua stanza d'albergo quando lo squillo del telefono l'ha svegliato dal meritato sonno.

- Pronto?
- Sei tu, Massimo?
- Tommaso? Che cosa vuoi da me a quest'ora?
- Devi aiutarmi. I carabinieri mi hanno arrestato, ma sono innocente!
- Che hai fatto?
- Dicono che ho assassinato una donna con la quale ho avuto una relazione amorosa qualche anno fa. Ma non l'ho mai più vista dopo quelle vacanze a Marsiglia!

- E che cosa posso fare per te?
- Vieni a visitarmi e procurami un avvocato!
- D'accordo, vengo da te.

Immediatamente Massimo si reca alla prigione. Tommaso gli racconta la sua versione della storia. Insisteva che era innocente: quando era arrivato la donna era già morta. Massimo gli offre il suo aiuto e Tommaso lo accetta subito. Allora Massimo lascia la prigione e va in un ufficio per incaricare un avvocato della difesa di Tommaso.

Cora e Massimo avevano avuto intenzione di passare un pomeriggio romantico a Venezia. Tornando all'albergo Massimo si ricorda dell'appuntamento. Era passata più di mezz'ora e Cora lo aspettava seccata davanti al cinema. Solo dopo che Massimo le aveva comprato un gelato, Cora ha mostrato di nuovo una faccia allegra. Allora lui comincia a raccontarle tutta la storia del suo nuovo amico. Vuole convincerla ad aiutarlo nell'indagine; insomma, vuole metterla sulla pista di quel giovane. All'inizio la ragazza non era entusiasta, ma dopo lunghi tentativi di persuasione da parte di Massimo consente finalmente di collaborare.

Massimo voleva cominciare le sue ricerche al castello; sperava di trovare dei testimoni da interrogare. Il treno per Merano è partito puntualmente. Alla stazione c'era Cora con un fazzoletto bianco in mano e seguiva con gli occhi il treno che stava partendo con il suo caro Massimo.


Riassunto in tedesco/deutsche Zusammenfassung

quattordicesimo capitolo

Un giallo a Venezia