Un incontro fortuito

Massimo e Cora erano seduti in un piccolo bar. Avevano ordinato un caffè, e mentre lo bevevano, a Massimo pareva che Cora fosse molto pallida. Allora le ha domandato che cosa non andava. Cora non voleva rispondere, ma Massimo non mollava. Lei era nervosa, cominciava a fumare e sembrava assente. Poi gli racconta che la sera del concerto una persona sconosciuta l'aveva seguita e che lei aveva cercato di fuggire e di scomparire nella vecchia città.

- Ho avuto tanta paura. Quando ho sentito che i passi si avvicinavano, camminavo più veloce. Alla fine ho fatto una corsa fino all'albergo.

- Povera Cora mia, hai bisogno di un bravo uomo forte che ti protegge! Scusa, Cora, ho scherzato. Ma sul serio, dobbiamo fare qualcosa.

- Sei il mio migliore amico, nessuno si prende cura di me come fai tu.

- Hai riconosciuto il tuo misterioso persecutore?

- Sì e no. Non l'ho visto bene. Era alto circa 180 centimetri, aveva i capelli neri e corti ed era ben proporzionato. Sembrava proprio un tipo serio. Ma perché mi avrà seguito?

- Ti prometto di trovarlo.

Un po' più tardi Massimo sedeva in un altro bar e beveva una birra. Alla televisione c'era la finale del campionato mondiale di calcio. Ad un tratto un altro uomo si è seduto accanto a lui.

- Goal, goal!!! La Francia vincerà!!! grida lo sconosciuto.

- Fai il tifo per i tricolori? gli domanda Massimo.

- Perché no? Sono i migliori giocatori del mondo!

- Beviamo alla vittoria imminente!

Dopo alcune birre bevute alla vittoria francese scambiano gli indirizzi per passare un'altra sera di calcio insieme.

- Come ti chiami?

- Il mio nome è Massimo. E tu?

- Sono Tommaso.


Riassunto in tedesco/deutsche Zusammenfassung

ottavo capitolo

Un giallo a Venezia